Cosa non va nella storia della Casa cantoniera?

Nel 2008 il Comune decide di acquistare e ristrutturare la vecchia casa cantoniera. Si spendono 175.000 euro per l’acquisto (pagamento in 10 anni) e, a detta dell’amministrazione comunale, 200.000 euro per la ristrutturazione. A questi 375.000 euro devono essere aggiunti altri 35.000 euro di lavori fatti dall’affittuario, che verranno però scomputati dall’affitto. Il costo finale a detta del comune è quindi di 410.000 euro.

A seguito di una ritardata consegna il contratto di affitto, già basso, viene rivisto e portato a soli 12.000 euro. Un  canone di mercato minimo per una struttura di questo tipo deve essere intorno  ai 20/21.000 euro. Il contratto poi è asimmetrico: il comune è impegnato per 18 anni e l’affittuario può recedere senza colpo ferire dopo 6, pagando una penale di 12.000 euro con preavviso di 6 mesi in qualsiasi momento. Insomma un vero affare, non certo per il Comune.

In sostanza con i soldi dei cittadini si finanzia un’attività privata, e si affitta il bene notevolmente sotto i parametri di mercato,. Con altri due aspetti:
1) non è chiaro, e il Sindaco non si è pronunciato in merito, se alla casa cantoniera sono stati fatti altri lavori, utilizzando fondi destinati ad altro (scuole ed altri edifici comunali). In tal caso il costo potrebbe essere ben superiore ai 410.000 euro ipotizzati;
2) a inizio 2009 il sindaco lamenta che non ci sono soldi e sostiene che se si vogliono salvare i servizi bisogna vendere degli immobili. Ricordo che l’operazione casa cantoniera è stata decisa poco tempo prima. Mirabile esempio di lungimiranza.

Cosa pensa il PD di Luzzara di tale ridicolo canone? Ritiene opportuno chiarire finalmente dove sono stati fatti i lavori finanziati per le scuole e non fatti? Che cosa pensa il candidato Costa di questa bella storia in tutti i suoi aspetti? A scanso di equivoci ricordo che il contratto di locazione deriva da una delibera di giunta e non di consiglio comunale e che il capogruppo Perini ha richiesto a più riprese chiarimenti in tutte le sedi (consiglio comunale, direttivo del PD) registrando un assordante silenzio.

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